La estinzione delle società di capitali e attività e passività residue

23 dicembre, 2009 | di Gerlando Gibilaro |

Grazie sempre alla attenzione ed alla competente partecipazione dell’Avv. Valerio Sangiovanni, pubblichiamo, per gentile concessione della Ipsoa Wolters Kluwer Italia,  un articolo dello stesso già apparso sulla rivista Notariato n.6/2009.

L’argomento attiene alla estinzione delle società di capitali:

L’art. 2495 c.c. prevede che, con la fine del procedimento di liquidazione, la società debba essere cancellata dal registro delle imprese e si estingua. Nella prassi non è tuttavia infrequente che, seppure cancellata la società, si scoprano crediti di terzi nei confronti della società o – viceversa – si scoprano crediti della società nei confronti di terzi. Il primo aspetto (sopravvenienze passive) è disciplinato espressamente dal legislatore, che però tace in merito al secondo profilo (sopravvenienze attive)“.

In particolar modo vengono analizzati i temi relativi a:

  • Il problema delle attività non liquidate, considerato che il presupposto per la cancellazione dal registro delle imprese è il corretto svolgimento del procedimento di liquidazione,
  • L’estinzione della società quale conseguenza della cancellazione. Ed in tal senso vengono analizzate le problematiche relative alle sopravvenienze passive,
  • La responsabilità dei soci verso i creditori sociali,
  • La responsabilità dei liquidatori verso i creditori sociali,
  • Le sopravvenienze attive,
  • Ed, infine, i profili processuali e la notifica presso la sede della società.

Si tratta di un excursus molto approfondito sull’art. 2495 c.c. ricco di materiale giurisprudenziale e dottrinale.
Estinzione società di capitali (Notariato, 2009)

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