I primi dati statistici sulla mediazione civile

18 novembre, 2011 | di |

La fonte è il Ministero della Giustizia, i dati sono relativi al periodo 21 marzo – 30 settembre, in pratica poco più di sei mesi nei quali è stato applicato l’istituto della mediazione (o mediaconciliazione come è stata battezzata da più parti).

  • 33.808 i procedimenti iscritti.
  • 19.388 quelli definiti, nel senso che l’iter procedimentale previsto della mediazione si è concluso (a prescindere dal risultato).
  • Su tali 19.388 procedimenti definiti, nel 69,38% (ovvero circa 13.451) la mediazione non è cioè andata a buon fine in quanto una della parti non si è presentata.
  • Su tali 19.388 procedimenti definiti, nel 30,62% dei casi (ovvero circa 5.936) le parti si sono presentate.
  • Su questo 30,62% di casi in cui la parte si è presentata (come detto circa 5.936 casi) il 52% è andato a buon fine (ovvero 3.086 casi circa).

Per cui su 33.808 procedimenti, quelli che hanno visto un successo dell’istituto sono stati 3.086 (circa il 9%).

Dati piuttosto impietosi.
Sarebbe interessante conoscere anche il giro di affari che si è creato attorno alle società e gli enti che gestiscono la mediazione comparato con il risparmio sui procedimenti che, loro malgrado, dovranno proseguire con il realtivo giudizio di merito.

Nel marzo 2012 (è fallito l’introduzione per il gennaio 2012) dovrebero entrare anche le altre due grosse materie: condominio e risarcimento danni da incidente stradale.

Teniamo a mente che la Corte Costituzionale e la Corte di Giustizia Europea (la causa relativa è stata introdotta la scorsa settimana) dovranno pronunciarsi sulla legittimità della mediazione così come introdotta nel nostro Paese.

(foto By julesreyes)

 

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6 Risposte to “I primi dati statistici sulla mediazione civile”

  1. By Claudio on dic 8, 2011

    Eh no, caro Gerlando. Troppo comodo inglobare i casi non discussi con quelli effettivamente svolti, perché quelli non svolti sono frutto della protesta della casta forense. Non si possono considerare “fallite” le mediazioni no svolte. Eh no, troppo comodo !!! Il calcolo non va fatto sui 33.808 e nemmeno sui 19938 perché se una parte non si presenta è solo per il boicottaggio forense !!! Guardiamo invece le mediazioni “effettivamente svolte” ovvero 5936. Come hai già ammesso di queste mediazioni “effettivamente svolte” se ne sono risolte il 52% segno che se la matematica non è un opinione e la statistica valga qualcosa questo 52% di SUCCESSO delle mediazioni sarebbe stato conseguito anche in tutte quelle mediazioni in cui per le forzature della casta forense ( anzi di una parte di essa ) le parti, mal consigliate, non si sono presentate. Non si possono considerare fallite delle mediazioni non svolte. Troppo comodo, amico, troppo comodo. E’ bene sapere comunque che stiamo assistendo in questi giorni a cause in tribunale in cui il Giudice abbia rimandato indietro le parti OBBLIGANDOLE ad espletare un tentativo di mediazione. Diamo le informazioni giuse…….

  2. By Gerlando Gibilaro on dic 9, 2011

    Carissimo Claudio,
    ti ringrazio per aver voluto manifestare le tue considerazioni su inDiritto.

    I numeri dati (nonché le relative percentuali) sono state diramante dal Ministero di Giustizia ed, inoltre, pubblicate anche dal Sole 24ore.
    Permettimi di dirti, quindi, che le informazioni date sono giuste puntuali e corrette.
    Ti ricordo che sulla base di questi numeri da me pubblicati in maniera trasparente e completa, tu stesso hai potuto effettuare le considerazioni che hai gentilmente pubblicato – che differiscono dalle mie – ma che rispetto ugualmente senza accusare nessuno di avere interessi trasversali nella mediazione.

    Matematica e statistica, caro amico, non sono una opinione. I calcoli effettuati e le analisi statistiche – lo ripeto ancora una volta – sono state riportate anche da Giovanni Negri (giornalista del Sole 24ore e non avvocato).

    L’opinione sulla mediazione da parte mia è ormai ben nota perché variamente espressa su inDiritto e nelle sedi istituzionali della Camera Civile.
    Peraltro, converrai con me che ancora c’é molto da intervenire su tale istituto anche perché dal punto di vista tecnico vi sono delle lacune impressionanti, lamentate anche dagli stessi organismi di mediazione.

    Detto questo, permettimi una ultima considerazione: credo, sia lecito chiedere e sapere quale sia stato il costo complessivo medio delle mediazioni effettuate effettuando delle opportune valutazioni in materia di analisi costi/benefici.

    Ti ringrazio ancora per aver partecipato pubblicando la tua opinione su inDiritto, sito sempre aperto alla discussione ed alle opinioni di tutti.

  3. By FRANCESCO DONOFRIO on gen 26, 2012

    Intervengo con un pò di ritardo per comunicare la mia esperienza. Ebbene posso affermare che la mancata adesione registrata non è da addebitarsi agli avvocati ma, per lo più, alle parti chiamate e per motivi che vanno da:
    - generale sfavor per l’istituto da parte dei soggetti “forti” come banche e assicurazioni”: forse cambieranno idea dopo le prime condanne in prima udienza al contributo unificato (art. 12 d.l. 212/11). Ciò, però, aumenterà le adesioni ma probabilmente non inciderà sull’esito;
    - scarsa organizzazione/comprensione da parte di altri soggetti “forti”, le asl, che altrettanto non aderiscono tout court anche quando ne potrebbero trarre beneficio (per i danni in franchigia);
    - eccessiva personalizzazione del conflitto o sproporzione delle pretese da parte degli istanti;
    - scarsità di mezzi finanziari: il processo diluisce le esposizioni necessarie.
    E altro ancora tra cui non è da escludere l’incidenza della professionalità dell’organismo prescelto.
    Quanto quindi agli avvocati (lo sono ma molto prevalentemente sono un mediatore), non direi che ostacolano (se non in via di principio), quanto, piuttosto, che, sempre per principio, tentano di evitarle (in attesa delle pronunce delle corti superiori). Ma ciò non influenza i dati commentati.
    Quanto, infine, alle spese, specie dopo il DM 145 che ha abbattuto la tariffa in caso di contumacia, non si può certo mettersi a discutere su un costo di un centinaio di euro peraltro costituente credito di imposta!
    Piuttosto, il 145 ha introdotto il criterio della derogabilità della tariffa che sarebbe opportuno utilizzare per le mediazioni svolte senza successo.
    A tal fine mi permetto di rinviare al nostro sito (www.mediatio.it).

  4. By Gerlando Gibilaro on gen 26, 2012

    Non posso che ringraziare il collega per aver condiviso le proprie considerazioni e sopratutto la propria esperienza.

  5. By Mediamediando on gen 26, 2012

    Secondo me per far decollare una mediazione è estremamente importante fissare entro breve il primo incontro in modo tale da poter utilizzare i 4 mesi a disposizione per cercare di pervenire a una soluzione della controversia.

  6. By FRANCESCO DONOFRIO (MEDIATIO) on gen 28, 2012

    Ancora dall’esperienza, celerità e durata.
    Premesso che il termine di quattro mesi non è un tabù in quanto è nella disponibilità delle parti, specie dell’istante, meglio se di entrambe, anche ai tempi di fissazione del primo incontro occorre riconoscere flessibilità, sempre convenuta con la parte istante. Infatti le situazioni differiscono molto tra loro ma, soprattutto, a seconda dei soggetti chiamati, bisogna considerare che le persone giuridiche presentano a volte situazioni organizzative complesse che non agevolano l’incardinazione della procedura nel soggetto (persona fisica) deputato da quell’organizzazione a trattare la pratica. Peraltro, si diceva, tutte le volte, non poco tempo va riservato all’istruttoria dela controversia proposta dall’istante poichè può darsi il caso così della lite temeraria come della richiesta esorbitante. Vero è che il Mediatore non decide, è neutrale, ma è altrettanto vero che la sua missione è io successo del suo intervento. Così come una casa per la quale il venditore richieda un prezzo fuori mercato non si venderà mai, altrettanto, una domanda risarcitoria incongrua e priva di fondamento potrà mai essere accolta integralmente.
    Ripeto, il mediatore è neutrale, non prende parte, ma, se vuole condurre in porto la mediazione, con tecniche adeguate, farà di tutto per ridimensionare la pretesa dell’istante. Quasi mai, in tali casi, basta il tempo, ravvicinato, del primo incontro.

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