4 giugno, 2008
La proliferazione dei riti processuali civili, delle incertezze su quale rito sia applicabile al caso concreto, nonché delle interferenze funzionali con il procedimento amministrativo, è sicuramente una delle problematiche di maggior rilievo alle quali, sino ad oggi, non si è riusciti a porre né rimedi, né, tantomeno, si può dire che siano pervenute valide proposte (anche legislative) in grado di offrire uno spiraglio di soluzione.
La drammaticità della situazione si ripercuote in modo diretto non solo sulla professionalità, sul lavoro dell’avvocato e dell’intero apparato giudiziario, ma anche, inevitabilmente, sui tempi processuali e, quindi, sul concetto stesso di Giustizia.
Il rito non deve essere un fine, bensì il giusto mezzo attraverso il quale dare piena attuazione alle esigenze di una giustizia che sia celere, certa ed anche giusta.
Il modello del processo societario che sarebbe dovuto divenire, nelle intenzioni del legislatore, lo schema da applicare alla totalità dei giudizi ordinari, si è rivelato fallimentare per tre ordini di motivi:
- da un lato è stato frutto di una elaborazione poco attenta da parte del legislatore, tanto che la Corte Costituzionale è intervenuta più volte dichiarandone la illegittimità costituzionale di diversi articoli;
- d’altro canto, data la sua formulazione, permangono molti dubbi applicativi in relazione a diverse fattispecie non sufficientemente delineate (ad esempio: la chiamata del terzo);
- in ultimo, la previsione dei termini e delle preclusioni, anziché facilitare una semplificazione del rito, crea diverse incertezze applicative (ad esempio i termini per la proposizione dell’istanza di fissazione d’udienza in presenza di più parti);
Sul punto si confrontino i seguenti articoli:
- Corte Costituzionale Sentenza n. 71/2008: incostituzionale l’art. 1, comma 1, del d.lgs. n. 5/2003. Rito societario e domande di lavoro connesse.
- Corte Costituzionale Sentenza n. 321/2007: incostituzionale l’art. 8, comma 2, lett. a) del d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 5 (rito societario) istanza di fissazione d’udienza.
- Corte Costituzionale Sentenza n. 340/2007: incostituzionale l’art. 13, comma 2, del d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 5 (rito societario).
Ad avviso dello scrivente la riforma del rito societario, come modello per un nuovo processo civile, rappresenta una occasione persa da parte del legislatore in quanto lo stesso rito, nonostante le innumerevoli, per così dire defaiance, aveva in sé alcuni lati positivi come, ad esempio, l’intento di fare arrivare al giudice la causa istruita riducendo in modo consistente il numero delle udienze.
L’Unione Camere Civili ha elaborato un documento, presentato durante la I Conferenza Regionale sulla Giustizia tenutasi a Palermo nei giorni del 30 e 31 maggio, nel quale, fuori dalla stantia retorica che spesso si suole sentire in materia, si cerca di evidenziare, in sei punti, quali siano le priorità sulle quali intervenire ed i relativi rimedi.
Si tratta di un documento che rappresenta un valido punto di partenza sul quale non solo ragionare e confrontarsi, ma sopratutto cominciare ad elaborare un valido schema di riforma.
Di seguito pubblichiamo per intero il documento dell’Unione Camere Civili redatto dal Presidente Salvatore Grimaudo.
(continua…)
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24 aprile, 2008
Nei giorni del 30 e 31 maggio a Palermo si terrà la Prima Conferenza Regionale sulla Giustizia.
Pubblichiamo, qui di seguito, l’invito del Presidente Nazionale dell’Unione Camere Civili, Avv. Salvatore Grimaudo:
L’obiettivo è quello di mettere il cittadino al corrente della verità sulle deficienze della Giurisdizione, assurte ormai a vera Emergenza Nazionale sulla quale tutti gli operatori concordano, con la sola eccezione di coloro che potrebbero intervenire e non lo fanno, perché evidentemente non sono interessati alla soluzione.
Vogliamo mostrare che “Il Re è Nudo”. Vogliamo dire la verità, individuare le responsabilità e prospettare, ancora una volta, i rimedi possibili.
Lo spazio di indagine va dal processo civile a quello amministrativo, dai problemi connessi alla famiglia all’atteggiamento della magistratura, dal diritto Italiano a quello Europeo, spesso in conflitto fra di loro, all’affidamento della giurisdizione a giudici che per oltre il 60% non sono magistrati e quant’altro utile alla comprensione del fenomeno.
La Conferenza intende incidere profondamente sul problema e consegnare un risultato che sia di monito alla politica che è l’unica che potrebbe raccogliere le nostre indicazioni, prima fra tutte la “Unificazione e Semplificazione dei Riti” con il pensiero rivolto alla vera soluzione che è costituita dalla “Unicità della Giurisdizione”, avversata dai poteri forti perché condurrebbe alla falcidia di un innumerevole numero di poltrone, quelle stesse poltrone che contribuiscono in modo determinante alla irrazionalità delle strutture e, conseguentemente, al mancato funzionamento di quello che, con terminologia ingannevole, viene gabellato con “Servizio Giustizia”.
Contiamo su una massiccia e consapevole partecipazione in termini di valida denuncia e di seria proposta.
E’ prevista la pubblicazione degli atti.
Per agevolare la permanenza a Palermo vi è una offerta alberghiera anche per il fine settimana alla quale potrete accedere al seguente indirizzo info@grandhotelwagner.it - tel.091336572. E’ a Vostra disposizione la segreteria del Club Lions Palermo Host al n. 091343736 – lionsclubpalermohost@libero.it.
Vi attendo numerosi e motivati.
Avv. Salvatore Grimaudo
Fare click su Continua a leggere qui sotto per il Programma dettagliato
(continua…)
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1 aprile, 2008
“L’avvocatura e la crisi della Giustizia” è il titolo dell’incontro che si svolgerà a Mestre, il 3 aprile 2008, alle ore 11.30 presso l’Hotel Michelangelo, via Forte Marghera, 69 (fai click qui per visualizzare la mappa).

Si tratta di un tema, ormai di drammatica attualità, sul quale tutte le parti che compongono “l’apparato Giustizia” è opportuno che si confrontino e che, soprattutto, portino al più presto, non solo idee e proposte, ma concrete soluzioni che appaiono assolutamente improcrastinabili.
Proprio in quest’ottica l’incontro, promosso dall’Unione Triveneta dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati, dalla Federazione delle Camere Civili del Triveneto, dall’OUA, dall’Unione Nazionale delle Camere Civili, rappresenta un terreno di confronto al quale parteciperanno:
- le forze politiche rappresentate dal Sen. Ugo Bergamo (UDC), On. Maurizio Paniz (PDL), On. Rodolfo Viola (PD), On . Massimo Donadi (IDV), Sen. Simonetta Rubinato (PD);
- gli esponenti dell’avvocatura italiana: il Prof. Avv. Mauro Pizzigati (Presidente Unione Triveneta dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati), Avv. Andrea Pasqualin (Vicepresidente OUA), Avv. Manola Faggiotto (Presidente Federazione delle Camere Civili del Triveneto), Avv. Paolo Maria Chersevani (Vicepresidente Unione Nazionale delle Camere Civili).
Sono fermamente convinto che proprio i periodi difficili e critici, come quelli che stiamo attraversando, rappresentano la più interessante fucina dalla quale attingere idee per un vero rinnovamento.
Sono tempi come i nostri che rappresentano, anche, il momento migliore nel quale si può e si deve effettuare quel colpo di reni che funge da preludio per un vero cambio di rotta.
Triste sarebbe se tutte le idee, le parole e l’impegno speso si traducesse, poi, in nulla di fatto.
(Scarica la Locandina)
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